Ludovica Palmieri

Alessandro Barbero. Quando la storia sopravanza attualità

 

 

Historia magistra vitae, mai il motto di Cicerone fu più attuale

Barbero è sempre una certezza, non smette mai di superare se stesso e ogni suo intervento rimarca quanto e come la storia sia fondamentale per fare luce sull’attualità.

Penso che un festival di storia difficilmente abbia riscosso tanto successo, quanto il Roma Storia Festival, organizzato da Editori Laterza in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma.

In particolare, il 28 settembre, quando Alessandro Barbero è stato accolto come una vera e propria rockstar, in una piazza di Pietra gremita come non mai da un pubblico trasversale e variopinto che, alla fine, lo ha lasciato andare di malavoglia, dopo almeno 10 minuti di applausi.

Caracalla e il diritto di cittadinanza

In effetti, la lectio è stata dirompente, politica. Perché, pur avendo come titolo: LE TERME DI CARACALLA. ROMA E IL DIRITTO DI CITTADINANZA, non ha riguardato assolutamente le terme ma solo Caracalla e il diritto di cittadinanza. Quindi, come rivendicato all’inizio della lezione, il focus principale è stato la Constitutio Antoniniana, promulgata dall’imperatore Antonino Caracalla nel 212 d.C.

Alessandro Barbero  credit Camera di Commercio Roma
Alessandro Barbero credit Camera di Commercio Roma

Editto – autentico punto di svolta nella storia dell’impero romano – a cui, chiaramente, l’abile professore è arrivato partendo da lontano; con un’avvincente premessa su Settimio Severo, sanguinoso padre di Caracalla, primo della dinastia dei Severi, che portò a compimento il processo di assolutizzazione del potere imperiale a discapito del senato.

Fu proprio con i Severi, infatti, che l’imperatore abbandonò l’ipocrita etichetta di primo inter pares, per essere elevato – e venerato – come un vero e proprio divo, tanto da venir rappresentato come tale, nello specifico come dio sole, sulle monete. Certo, per giustificare il proprio potere, Settimio Severo, una volta asceso al trono, prese alcuni provvedimenti; come rivendicare una continuità dinastica con i predecessori, rinominando suo figlio, al secolo Lucio Settimio Bassiano, con i nomi di suoi celebri predecessori: Marc Aurelio Antonino Pio.

Anche se poi, lo stesso è passato alla storia come Caracalla, termine la cui origine rappresenta tuttora un mistero e che verosimilmente deriva dal particolare tipo di mantello da lui ideato.

L’oggettività: un’opzione per gli storici romani

Per quanto le informazioni su Caracalla giunte sino a noi, provengano per lo più da Cassio Dione – biografo di estrazione senatoria e, quindi, notevolmente ostile all’Imperatore – anche per lui fu impossibile trascurare il fatto che, a parte alcune stramberie, rispetto a molti suoi colleghi, ebbe grandi intuizioni e fu un imperatore illuminato. Del resto, per un uomo che, improvvisamente, si trovava ad avere e rappresentare il potere assoluto era più che giustificabile andare un tantino “sopra le righe”.  Nello specifico, il “pallino” di Caracalla era il desiderio di proporsi come un Alessandro Magno redivivo. Per questo non volle mai essere divinizzato ed impose all’esercito di ricreare la falange macedone.

Roma = Mondo

In particolare, grazie al famigerato editto, Caracalla estese la cittadinanza romana, fino ad allora appannaggio di pochi, a TUTTI I CITTADINI DELL’IMPERO; trasformando di fatto Roma da Urbis, città, a Orbe: mondo. Rendendo, così, effettiva l’equazione:

Roma = impero e l’impero = mondo. Quindi: Roma = mondo.

Un editto di scottante attualità

Chiaramente, oggi questo editto rappresenta un tema di scottante attualità per la sua lungimiranza, intelligenza e, purtroppo, per la sua distanza dai politici che ci governano. Del resto, i romani avevano sempre avuto ben chiaro che una stirpe pura non esiste, come fece notare anche Claudio nel suo bellissimo discorso rivolto alle truppe per argomentare la proposta di estendere la cittadinanza ai Galli.

Roma fu grande proprio perché dopo aver sconfitto i nemici li assorbiva al suo interno; pur rispettandone usi, costumi e tradizioni. Nella creazione di un melting pot che alla fine, come dimostra la storia, generava forza e non debolezza. I greci “finirono” proprio per il motivo contrario, perché adottarono politiche e visioni caratterizzate dal rifiuto totale degli stranieri che, infatti, da loro venivano definiti barbari; dai romani peregrini.

Barbero e Cassio Dione

Come ha sottolineato Barbero, Cassio Dione, che aveva particolarmente inviso l’imperatore anche per l’aumento della tassa di successione, (altro provvedimento che si potrebbe definire a dir poco lungimirante), cercò di calunniarlo, presentando l’editto come un ulteriore escamotage per aumentare gli incassi dell’erario, dal momento che le tasse venivano pagate solo dai cittadini romani. Tesi che però, come dimostrato dal nostro storico, risulta particolarmente debole per due semplici ragioni. Da una parte, i vantaggi derivanti dall’essere cittadino sopravanzavano abbondantemente il pagamento dei tributi; dall’altra, naturale conseguenza dell’editto che con l’aumento esponenziale dei cittadini, l’ammontare da pagare per i singoli veniva notevolmente diluito.

Piazza di Pietra per Alessandro Barbero  credit Camera di Commercio Roma
Piazza di Pietra per Alessandro Barbero credit Camera di Commercio Roma

Roma e la cittadinanza prima di Caracalla

Inoltre, come ha ricordato il professore, non è che prima fosse impossibile diventare cittadino romano, era solamente più complicato. Diciamo che, sostanzialmente, erano tre le circostanze che consentivano di acquisire la cittadinanza.

  • La prima di carattere politico, se si faceva parte delle élite locali, come ci ricorda Pietro nel Nuovo Testamento.
  • La seconda di ordine militare. L’esercito aveva continuamente bisogno di nuove leve. Quindi, poiché in teoria doveva essere composto solo da cittadini romani che, ovviamente, non erano abbastanza, si reclutavano anche stranieri; concedendo loro la cittadinanza come riconoscimento al termine di “appena” vent’anni di onorato servizio; a cui certo, non era impresa banale sopravvivere.
  • La terza di natura economica: pagando. Come sempre ricorda l’episodio della flagellazione di Pietro: mentre il futuro patrono del Paradiso aveva acquisito la cittadinanza per i suoi nobili natali; il centurione che doveva fustigarlo, al contrario, l’aveva pagata profumatamente. 

Una consapevolezza sempre nuova

Come si deduce da questa breve panoramica, l’intervento di Alessandro Barbero, disponibile su podcast, è stato ricco, emozionante, denso di particolari curiosi e interessanti. Uno scrigno di tesori, preziosi per apprendere, crescere e, soprattutto, acquisire una consapevolezza sempre maggiore dalla storia e, di conseguenza, dell’attualità. 

L.P.

Alessandro Barbero al Roma Storia Festival_ credit Camera di Commercio Roma
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